CINI

A partire da maggio 2017 sono stato nominato responsabile del Centro Di Civiltà e Spiritualità Comparate della Fondazione Giorgio Cini.

Il Centro si configura come la naturale evoluzione del preesistente Istituto “Venezia e l’Oriente” che era stato istituito nel 1958 con l’intento primario di promuovere lo studio delle civiltà dell’India e dell’Estremo-Oriente e che negli anni è stato il fulcro di un incessante dialogo fra Oriente ed Occidente, nonché un punto di riferimento per gli studiosi di tutto il mondo grazie alla sua ricchissima biblioteca, ai seminari, alle conferenze e alle pubblicazioni. Questo Centro propone un approccio comparativo allo studio di diverse culture, religioni e spiritualità. Tale comparazione è intesa come strumento per la promozione del dialogo tra civiltà, come scambio e confronto non soltanto di nozioni diverse, ma anche di differenti esperienze politiche, teoriche ed estetiche.

Tra le tematiche che sto cercando di sviluppare in questo centro ci sono le seguenti:

– Misticismo, esoterismo, spiritualità e religione popolare sono concetti sfuggenti, che, come dice Michel De Certeau, spaventano ancora l’epistemologia delle scienze sociali contemporanee. Invitiamo i ricercatori a lavorare su questi termini in maniera interdisciplinare, connettendo riflessioni filosofiche, scienze sociali e teologie. I ricercatori potranno lavorare nella biblioteca del Centro, che ospita una ricca collezione di testi di storia delle religioni, letteratura coloniale, orientalismo, ed esoterismo.

– I confini tra scienza e religione sono spesso fluidi. Alcuni storici, orientalisti e psicanalisti del XX secolo come Mircea Eliade, Henry Corbin, e Carl Gustav Jung sono stati definiti “religionist”, in altre parole hanno mescolato concezioni ed esperienze del sacro con descrizioni storico-scientifiche. All’interno dei nuovi movimenti religiosi e nella cultura New Age si è sviluppata una corrente strettamente legata alle narrative delle scienze naturali, chiamata anche “Quantum mysticism”, dove le categorie delle scienze sono rielaborate per descrivere fenomeni religiosi. Completamente diversa, anche se con qualche assonanza, è la “svolta ontologica” descritta dall’antropologia contemporanea, che apre alla possibilità di altre realtà e dimensioni. Chiediamo agli studiosi di esplorare i confini tra scienza, cultura e religione.

– La relazione con l’Altro. Ogni forma religiosa si deve confrontare con l’alterità, tematizzando il confine tra “noi” e “loro”, che sia di natura culturale, etnica, linguistica, o legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Chiediamo agli studiosi di tematizzare i confini religiosi. Come è percepito l’Altro? Chi è l’infedele? Come si muovono queste frontiere in base al contesto politico e sociale?

– Tra New e Old Age. Le scienze sociali hanno cercato di descrivere i cambiamenti delle pratiche religiose nelle società contemporanee coniando nuove categorie, quali “modernità religiosa”, “bricolage”, “post-secolare”, “new age”. Il rischio è quello di cadere nel presentismo, ascrivendo tutte le caratteristiche dei fenomeni religiosi alla cosiddetta svolta della modernità. Proponiamo quindi di indagare le relazioni tra vecchie e nuove tendenze nei fenomeni religiosi.

– Fenomenologia del corpo religioso: percezioni, emozioni, sensazioni e costruzione del corpo. Chiediamo agli studiosi di descrivere l’intreccio tra corpo, percezione, comprensione e cultura.

 

Infine, le attività del Centro non hanno una dimensione esclusivamente intellettuale, ma sono pensate anche in dialo con la Letteratura, la Fotografia, la Calligrafia, le Graphic Novel.

 

Tra le recenti attività svolte:

Call for Photographic Workshop Proposals: Masterclass with Jonas Bendiksen in Venice in collaboration with Magnum

Call for Papers for the Conference “Religious Dimensions of Conspiracy Theories

Conference: “Contesting in the Name of Religion in Secularised Societies: Between Doctrine and Militancy”

Conference: “Embodying Scientific Medicine and Religious Healing

Conference: “Common and Comparative Esotericisms: Western, Islamic, and Jewish

 

 

Piri Reis 1521, Venezia

ARTICOLI

Una giornata dedicata alla calligrafia araba-islamica

Una giornata dedicata alla calligrafia araba-islamica

Il 9 marzo abbiamo organizzato in collaborazione con la professoressa Ida Zilio-Grandi una giornata dedicata alla calligrafia araba-islamica. Hanno partecipato i professori Andrea Brigaglia (Cape Town University), Michele Petrone (Copenhagen University), Aymon Kreil (Ghent university) e Paolo Urizzi (Perennia Verba).

Il workshop è stato guidato dall’artista marocchino Sadik Haddari.

Con l’occasione, la Fondazione Cini ha commissionato un Corano manoscritto  al calligrafo nigeriano Ka’ana Umar.

Tale acquisto arricchisce il patrimonio della Biblioteca e soprattutto contribuisce a preservare un’espressione artistico-artigianale che rischia di scomparire; si consideri infatti che l’arte calligrafica nigeriana è stata bersaglio del movimento jihadista “Boko Haram” il quale ha rivolto la propria efferata violenza non solo contro i fedeli di altre religioni ma anche contro l’Islam tradizionale, le sue autorità religiose e le confraternite sufi.

Ka’ana Umar ha lasciato la sua città per salvarsi la vita e continua il suo lavoro da rifugiato.

L’evento è stato raccontato sul venerdì della Repubblica.